Col mese di agosto sono arrivati i nuovi rincari sulle bollette di CarniAcque. Queste, nel nostro paese, sono aumentate anche del doppio e – in alcuni casi – qualcuno si è trovato a pagare anche tre volte più dell’anno precedente. Dato questo, chiedendo un po’ in giro e cercando su internet, ho provato a capirne il motivo.
Innanzitutto bisogna dire che, giacché il paese è privo di contatori per la lettura dei consumi, nelle precedenti bollette si teneva conto del numero di rubinetti presenti in casa, mentre ora il calcolo viene fatto a forfait calcolando un consumo d’acqua pro-capite di 200litri/giorno pari a 73m3/anno. Questo dato viene moltiplicato per il numero degli abitanti di ogni casa e rappresenta il consumo d’acqua stimata di ogni singola abitazione. L’attuale bolletta è composta di tre tariffe: 0.23€/m3 per la fornitura, 0.16€/m3 per la fognatura e 0,28€/m3 per la depurazione. Per il computo della bolletta bisogna perciò (a seconda del numero di persone in casa) calcolare il consumo stimato complessivo che va poi moltiplicato per ognuna delle tre tariffe (per chi fosse privo di fognature, le due voci non rientrano nel conto) che sommate tra loro, con l’aggiunta di una quota fissa pari a 40€ e un IVA sul totale del 10% rappresentano il conto a pagare della bolletta. Esempio di calcolo casa con 3 abitanti: [0,23x(73x3)]+[0.16x(73x3)]+[0.28x(73x3)]+40+iva10%
Senza voler girare il dito nella piaga “di Carniacque” alcune considerazioni su questi aumenti mi sorgono spontanee. Innanzitutto trattasi di un calcolo empirico basato su un consumo stimato (?) di 200litri/giorno deciso unilateralmente: da chi? Mi rendo conto che in mancanza di uno strumento per il calcolo dei consumi sia difficile capire quello effettivo, ma di fronte ad un aumento così consistente mi chiedo quanto siamo chiamati a pagare in più, considerata anche ormai l’abitudine al risparmio imposta dai vari comunicati e divieti nei periodi di secca (come per esempio il divieto “di bagnare gli orti”). Detto questo, mi domando: il consumo è veramente direttamente proporzionale al numero di persone? le case del Comune già provviste di contatori perché hanno la tariffa a forfait? a fronte di un raddoppio della bolletta corrisponde un altrettanto miglioramento del servizio… (?)
Dicono che pagavamo troppo poco (???), che l’acqua (il bene di tutti) ci veniva regalata, e che ora siamo allineati agli altri Comuni. Ma possibile che dobbiamo allinearci solo quando si tratta di pagare? Poiché di acqua quassù (una delle poche risorse) ce n’e in abbondanza sarebbe semmai normale averne un vantaggio, non in termini di guadagno, ma di risparmio sì!!!
Se non sbaglio la legge Galli dice che l’acqua è un bene nazionale (?), dunque: perché nella gestione è prevista una partecipazione privata? Non credo affatto che “bisugna paiâ e tasê”. Pagare sì, se lo dice la legge, ma almeno, capire il perché e se la legge si ritiene sbagliata, sarebbe giusto, utilizzando gli strumenti legali (vedi referendum) cercare di cambiarla…
Si parla molto (e spesso a sproposito) di “incentivare le popolazioni che vivono in montagna, della necessitò di valorizzare e recuperare il sistema montagna”, e poi quando si tratta di applicare concretamente veniamo semplicemente allineati agli altri Comuni… soprattutto quando si tratta di mettere mano al portafogli.
Condivido pienamente la tua analisi !!
A e ora di finîla cun chestas comedias chi vin di paiâ simpri nou par mantegni i massa passûts e i trombâts da politica….
vin sorpassât ogni limit….. pal amôr di Diu fasìn alc.
Ivan,
aggiungo altri dati alla tua chiara analisi: la legge Galli prevede che il ciclo dell’acqua debba autosostenersi. lo stato non vuole più spendere un euro per questo servizio e quindi i soldi per la manutenzione, per la ricostruzione, costruzione di nuove tratte, per l’adeguamento di opere di presa, impianti di depurazione ecc.sono in carico all’utente.
Questo scarico di oneri sui cittadini,che potrebbe essere anche condivisibile, avrebbe dovuto portare ad una equivalente riduzione delle tasse. Riguardo al “quantum”giusto sarebbe pagare in proporzione al consumo; ma noi a Paluzza i contattori no li abbiamo – li hanno diversi comuni in Carnia -. Avremmo fatto bene a metterli quando il conto lo pagava lo stato. L’idea non piaceva a nessuno: non piaceva agli amministratori e meno ancora ai cittadini.
Riguardo all’incentivazione per le popolazioni che vivono in montagna io penso che è necessario ripensare come valorizzare e sfruttare le risorse del territorio per le genti di quel territorio. L’acqua è una risorsa importante! E’ stata valorizzata per la sua importanza? I benefici sono per le popolazioni di quel territorio?Io penso che qualche cosa si è fatto, ma si potrebbe fare molto di più.
Mandi. Juan
avete ragione,a Paularo hanno rifatto le condutture ma non hanno messo i contatori.io ho un piccolo deposito ricavato da una vecchia stalla e fino ad ora non ho il collegamento all’acquedotto come prima ,il pozzetto di allaciamento stato sepolto dall’asfaltatura della strada.Poi io non abito a paularo da 44 anni,e l’acqua a Misincinis mi risulta NON POTABILE, mi hanno scritto in dicembre che mi mandano la bolletta,ma fino ad ora non ho visto niente.Io mi chiedo dove prendono il coraggio.Sono da prendere a calci nel sedere e mandarli a lavorare,mi fermo se no………………mandi