Cleulis – 52^ sagra dai cjalsons

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Il valore delle lingue

Ci piace qui pubblicare uno stralcio di un articolo ben più lungo di Francesco Lamendola che invitiamo a leggere integralmente sul sito http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/contro-informazione/il-paradiso-degli-asini/1487-l-assedio-della-stupidita

«Allo stesso modo, quei genitori che scoraggiano l’uso del dialetto da parte dei propri figli e si rallegrano di vederli parlare solo e unicamente in buon italiano, per ragioni di prestigio sociale, non si rendono conto di essere portatori di un disvalore che si traduce nella partecipazione a un vero e proprio genocidio culturale. È stato calcolato che, dei 7.000 idiomi attualmente parlati nel mondo, metà sono ormai in via di estinzione (dati di National Geographic): il che significa che ogni due settimane una lingua scompare dalla faccia della terra. Una lingua, cioè una cosa viva e vera: la più viva e la più vera che l’essere umano sia in grado di esprimere. E ciò avviene col sorriso sulle labbra, in quanto siamo portati a interpretare l’uniformità linguistica – come ogni altro genere di uniformità – come una specie di benedizione del Cielo, un passo avanti sulla via del “progresso” e della “modernità”. Certo, forse qualche lacrimuccia di coccodrillo siamo anche disposti a versarla per questa ecatombe; ma, si sa, sono i costi della modernità: come era fatale che scomparissero maniscalchi e calderai, arrotini ed ombrellai. Che volete farci, è il prezzo del progresso: chi si ferma è perduto, bisogna sempre andare avanti. Non importa verso dove; riflettere sui fini esorbita dagli orizzonti concettuali (invero microcefali) di questo sedicente sviluppo; alla ragione strumentale basta aver chiaro il rapporto tra mezzi e fini, basta sapere che la linea più breve che unisce due punti è una retta.»

Tratto dall’articolo “Rompere l’assedio della bruttezza e della stupidità” di Francesco Lamendola