Il valore delle lingue

Ci piace qui pubblicare uno stralcio di un articolo ben più lungo di Francesco Lamendola che invitiamo a leggere integralmente sul sito http://www.accademianuovaitalia.it/index.php/contro-informazione/il-paradiso-degli-asini/1487-l-assedio-della-stupidita

«Allo stesso modo, quei genitori che scoraggiano l’uso del dialetto da parte dei propri figli e si rallegrano di vederli parlare solo e unicamente in buon italiano, per ragioni di prestigio sociale, non si rendono conto di essere portatori di un disvalore che si traduce nella partecipazione a un vero e proprio genocidio culturale. È stato calcolato che, dei 7.000 idiomi attualmente parlati nel mondo, metà sono ormai in via di estinzione (dati di National Geographic): il che significa che ogni due settimane una lingua scompare dalla faccia della terra. Una lingua, cioè una cosa viva e vera: la più viva e la più vera che l’essere umano sia in grado di esprimere. E ciò avviene col sorriso sulle labbra, in quanto siamo portati a interpretare l’uniformità linguistica – come ogni altro genere di uniformità – come una specie di benedizione del Cielo, un passo avanti sulla via del “progresso” e della “modernità”. Certo, forse qualche lacrimuccia di coccodrillo siamo anche disposti a versarla per questa ecatombe; ma, si sa, sono i costi della modernità: come era fatale che scomparissero maniscalchi e calderai, arrotini ed ombrellai. Che volete farci, è il prezzo del progresso: chi si ferma è perduto, bisogna sempre andare avanti. Non importa verso dove; riflettere sui fini esorbita dagli orizzonti concettuali (invero microcefali) di questo sedicente sviluppo; alla ragione strumentale basta aver chiaro il rapporto tra mezzi e fini, basta sapere che la linea più breve che unisce due punti è una retta.»

Tratto dall’articolo “Rompere l’assedio della bruttezza e della stupidità” di Francesco Lamendola

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Studi di toponomastica. Avostanis / Promosio

Volentieri segnalo l’interessante articolo a firma Cinausero Hofer e Dentesano uscito sul numero di dicembre della rivista IL DONO dell’AFDS (pg. 40 – 42) inerente la toponomastica das Avostanas e di Premôs.

La rivista è scaricabile dal sito dell’Associazione https://www.portaledeldono.it/il-dono/

 

Tolmezzo – FORMAZIONE PER ACCESSO ALLA P.A.

Volentieri rimandiamo la notizia per tutti quei giovani che nei prossimi mesi si cimenteranno nei concorsi per entrare nella pubblica amministrazione. A Tolmezzo è infatti in programma un’importante attività di formazione denominata “Operazione giovani”

Di seguito il comunicato che potrete trovare per intero sul sito del Comune di Tolmezzo.

Operazione Giovani è un’iniziativa del Centro di Competenza per la Pubblica Amministrazione, ComPA, che, in accordo con l’UTI Carnia, propone degli incontri formativi finalizzati a offrire i contenuti chiave sui quali focalizzare lo studio di chi vorrà partecipare ai concorsi pubblici.

Nella PRIMA FASE l’offerta si articola in un primo ciclo di 3 incontri di formazione generale e 2 incontri di approfondimento tematico, ciascuno per le due aree di riferimento: amministrativa e tecnica. 
– Gli incontri formativi a carattere generale si terranno il 9, il 13 e il 16 novembre 2017, presso l’Auditorium Comunale Luigi Candoni di Tolmezzo. I temi trattati riguarderanno: i principi e le norme che regolano gli Enti Locali, l’accesso agli atti, l’accesso civico, la trasparenza e la privacy, i diritti/doveri del personale e le modalità organizzative dell’Ente Locale.  

– Gli incontri di formazione specifici a carattere amministrativo (funzione affari generali e demografici) si terranno il 29 novembre 2017 e il 6 dicembre 2017 presso l’Auditorium Comunale Luigi Candoni di Tolmezzo e tratteranno la comunicazione dei servizi e la gestione dell’utenza, aspetti di contrattualistica e redazione degli atti. 
– Le serate formative relative all’area tecnica (funzione urbanistica, OOPP ed edilizia privata) si terranno il 4 e l’11 dicembre 2017 presso la Sala Convegni dell’UTI della Carnia a Tolmezzo e riguarderanno concetti di contabilità armonizzata e procedure urbanistiche, opere pubbliche e appalti lavori.
Tutti gli appuntamenti si terranno dalle ore 17.30 alle ore 20.30.

Per partecipare agli appuntamenti formativi, è necessario iscriversi ENTRO VENERDI 3 NOVEMBRE compilando l’apposito modulo online alla pagina seguente: https://goo.gl/forms/pLPeRkGe9R68DKS73
Il link è reperibile sul sito dell’UTI della Carnia. La partecipazione è gratuita e aperta a tutti.

La SECONDA FASE dell’iniziativa riguarderà la selezione vera e propria, che prevederà la strutturazione di prove specifiche per ogni figura richiesta con le seguenti modalità: prova teorica, prova pratica e, in ultimo, un colloquio individuale.

 

25 aprile, festa di San Marco. Rogazione maggiore

Doi biei Arcs di Sant Marc di cualchi an indaûr

Il 25 aprile, giorno dedicato a San Marco, a partire dalle 9.30 dalla chiesa parrocchiale partirà la “rogazione maggiore”.  Il percorso si snoderà lungo il Pecol, vedrà la prima sosta alla cappella di San Giuseppe in Laipacco, passerà quindi sotto lo sguardo dal Signôr dal puint per arrivare nella borgata di Aip e concludersi con la Santa Messa.

Tale rogazione, che non molti decenni fa a Cleulis vedeva un percorso ben più impegnativo, fu “istituzionalizzata” (passatemi il termine) da Papa San Gregorio Magno (590/604) ed è detta “maggiore” per distinguerla da quelle minori che si tenevano i tre giorni precedenti l’Ascensione. Lungi dall’essere una passeggiata in cui ognuno parla dei fatti suoi o sparla di quelli degli altri (sigh!), la processione serve: 1. a placare la collera di Dio (la misericordia va ben un tic ma no si à di esagjerâ… e soprattutto bisogna meritarsela con la contrizione – parola che non si sente in giro; ricordo che dopo tutto il nostro è un Deus Sabaoth “degli eserciti” e qualcosa vorrà pur dire…); 2. per chiedere la benedizione di Dio sulla terra e sulla natura che ci circonda, tenendo lontano il maltempo e i flagelli del terremoto, della peste e della guerra (che l’uomo nulla può contro la natura e il suo scatenarsi, noi NON siamo Dio e ultimamente ce lo siamo dimenticato un po’ tutti); 3. per implorare l’aiuto divino per i bisogni della Chiesa e dello Stato (che qui le rogazioni dovrebbero durare chilometri e mesi interi con autoflagellazione… e per l’una  e per l’altra…).

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